domenica 23 febbraio 2014

III^ edizione Progetto Omaggio, 2014: OMAGGIO a Ludovico Ariosto


 









 - Progetto Omaggio III^ edizione 2014 - Giornata Mondiale della Poesia
a cura di Luciana Gravina

OMAGGIO A 
LUDOVICO ARIOSTO
Anche quest'anno il progetto sarà articolato in due incontri.

I° incontro
20 marzo 2014 ore 16,30 Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana, a Roma *
Si svolgerà in concomitanza con la Giornata Mondiale della Poesia e sarà celebrativo della figura artistica e dell'opera dell' Ariosto, anche relativamente alle suggestioni e all'influenza che esse emanano tuttora nella poesia contemporanea.
Saluto del  dott. Guglielmo Bartoletti, Direttore della Biblioteca Vallicelliana.
Saluto e introduzione di Luciana Gravina
Saluto di Luigi Celi 
Relazioni:
Rino Malinconico, Ou-topia e eu-topia, la speranza del meraviglioso.  
Paolo Borzi, Attualità e riflessi di Ariosto e dell'ottava epica nella poesia contemporanea.
Reading di poesia nel quale i poeti che vorranno partecipare potranno leggere i propri testi ciascuno nel proprio modo e stile.
A tal proposito si consiglia ai poeti che desiderano partecipare di prenotare e confermare la propria presenza entro il 10 marzo scrivendo a lucianagravina7@gmail.com

II° incontro
16 maggio 2014 ore 17, Associazione Aleph, Trastevere, Roma *
Luigi Celi, La poesia popolare e i poeti a braccio.
Tenzone poetica di poeti a braccio del Lazio:
Donato De Acutis, Giampiero Giamoante, Dante Valentini.
Seguirà un reading di poeti che hanno prodotto testi relativamente allo stile proposto dal Progetto Omaggio 2014.
La manifestazione si concluderà con un brindisi. 

*Indirizzi
Biblioteca Vallicelliana, P.zza della Chiesa Nuova 18, Roma 
Associazione Aleph, Vicolo del Bologna 72, Trastevere, Roma 

*Le relazioni e i testi poetici saranno pubblicati sul blog www.altredizioniprogettomaggio.blogspot.com

AltrEdizioni Casa Editrice - www.altredizioni.it
Aleph - info@associazionealeph.it
 


lunedì 2 dicembre 2013

Carlo Livia, Omaggio al Petrarca, Roma, 7 maggio 2013

- Omaggio a Petrarca, II^ ed 2013 - 
Carlo Livia

Teodicea
Ci fu un mattino
Che ebbe per voce una musica smarrita

Ci fu un peccato
Che ebbe per cielo una tristezza infinita

Ci fu un cielo divelto
Che raccolse con le mani
Frammenti di nostalgia divina
E di amori lontani

Ci furono voci di lontane divinità
In un dormiveglia di malati
E grida di statue impazzite
In un corridoio di sogni dimenticati

Ci fu un confine di lacrime felici
Un’eternità in abito da sposa
Un tabernacolo colmo di millenni
E un Dio scomparso nel sogno d’una rosa

Si vide un paradiso rinchiuso
In un vecchio appartamento vuoto
E un guanto dell’Enigma dimenticato
Sul letto d’un angelo ignoto

Apparve una sera fatta di sorrisi
Violata da un desiderio senza fiato
E un volto di donna che rischiarava
L’ultimo istante smisurato

.................

 L’Angelo prigioniero
La mia donna dai capelli di cielo spogliato
E di bionde malinconie d’un tempo
Dallo sguardo di Paradiso violato
E di preghiera d’anime perdute
Dallo sguardo di silenzio di violini sepolti
E d’immensa calamita celeste
La mia donna dal sorriso di vicinanza degli Dei
Dall’anima di cattedrale di brezza
E di primavera suicida
Dall’anima di profumo d’addio incessante
E di frontiera proibita
Dai pensieri di frantumi d’aurora
Di cieli divelti e notti smantellate
Dalle parole di sentieri dell’Eden
Dal corpo di riva sconosciuta
Dal corpo di altare profanato
E di vertigine celeste
La mia donna dal corpo di sorgente dell’estasi
Dai baci di cieli dischiusi
Dai baci di silenzio degli Dei
Dalle carezze di specchi a perdifiato
E di stanze confuse nell’azzurro
La mia donna dal respiro di rifugio della quiete
Dalle dolcezze di madonna pensierosa
Dai silenzi di giardino segreto
E d’antiche cerimonie
La mia donna dal dolore di assenza impossibile
E di giuramento tradito
Dal dolore di finestre chiuse per sempre
In un sogno di Dei in esilio
Dalla tristezza d’usignolo rapito
Dalla tristezza d’arpa dimenticata fra le rocce
La mia donna dalle mani di lune bambine
Che strappano le radici del pianto
La mia donna dai gesti di musica e di specchio
Dalla voce di verande di luce dell’infanzia
E d’oscuro miele del passato
La mia donna dalle parole di balaustre di sogno
E d’immenso ripostiglio azzurro
La mia donna dagli occhi di lontane avemarie
E di calme profondità di flauto
Dagli occhi di ogive marine sull’eterno
E di misteriosi confini celesti
Dagli occhi pieni di lacrime del Paradiso
La mia donna dal volto d’angelo prigioniero
Dal volto d’ombra divina in uno squarcio del tempo
E di brezza che ride nel polline dell’addio
La mia donna dalle labbra d’uragano immobile
Dalle labbra di dolce rifugio dell’universo
E di eclissi dell’enigma
La mia donna dal profilo di sorgente della nostalgia
Dai baci di precipizio celeste
E di prigioni spalancate al vento
Dai baci di morte assassinata che sorride
E di sospiri di angeli che si svenano
La mia donna dal sorriso di folle volo di rondini
Dal sorriso di segreto del tramonto
La mia donna dai silenzi di navate deserte
E di sera d’antiche preghiere
Dai silenzi di culla innevata
Dall’anima di antiche porcellane
Dall’anima di specchio delle origini
E di chiarore nelle tenebre
Dal passo di delirio in piena luce
La mia donna dai sogni di statue che sorridono
E chiudono le uscite del Paradiso
Dai sogni di azzurre sale di Mozart
E di scalinate dell’ultimo istante smisurato
Dai sogni di orfanotrofi degli angeli
E di tremante capigliatura d’aurora in singhiozzi
Dai sogni di oscure erbe dell’eterno
La mia donna dalla lontananza di cielo affamato di stelle
E di sguardi atterriti di vento
Dalla lontananza di lune addormentate fra i marmi della fine
La mia donna dall’assenza piena di spettri che bisbigliano
Dall’assenza di mura che gridano
E di notte che precipita stritolando

.......................

Livia
  
Carezzevoli cieli sedotti
Dalla chioma visibile dell’addio

Nostalgie più lievi d’un sospiro
Nel celeste mistero d’un amplesso
Scoprono ogni angolo di desiderio
Per colmare un cielo d’esilio

Ebbrezza di anime scomparse
In un golfo di respiri abbracciati

Sorgente d’assenze esplorabili
Fra segrete capigliature d’enigma
Dimenticate dagli angeli fuggevoli


.........................

Luigi Celi, Omaggio al Petrarca, Roma 7 maggio 2013

- Omaggio a Petrarca, II^ ed 2013 -
Luigi Celi, per Celia


1)
Era bionda era nuda sotto un ramo
Le coprono i capelli il pube chiaro.
Preso ne fosti come un pesce all’amo,
Non furon foglie, né ci fu riparo.

Volto alla gloria e agli ozi, non ti chiamo
Laura, che Eva eri l’antica , nel raro
sogno che sfuggiva al muto richiamo
Del desiderio, in un chiuso sospiro.

La penna e i versi al palpito dei seni,
In dissidio segnati allo scontento,
Inconciliato, scisso, tra due amori

Non trovano più pace i giorni pieni.
Anima inquieta in preda al tuo tormento
Vacilli come fiamma dentro e fuori.

2)
Francesco sogni un’Eva che sia carne
Ma Laura è soltanto una farfalla
Solo un delirio d’immagini scarne
Ombra di un’ala che si tinge gialla.

Di quel lemure vuoto cosa farne
Forse la donna tua non è la bella
Di rossa melagrana che le starne
Becchettano tra racemi di sulla.

Non fantasmi dovresti ricercare
Umbratili figure verdi allori,
Distillati del nulla, nubi rare

Che la luce del giorno scaccia fuori.
Ciò che ottunde la mente e che non spare
Pone dissidio tra due opposti amori.

sabato 30 novembre 2013

Giuseppe Spadaro, Omaggio al Petrarca, Roma 7 maggio 2013

 - Omaggio a Petrarca, II^ ed 2013 -
Giuseppe Spadaro

Dedicato a Francesco Petrarca, 
Roma 7 maggio 2013

Il buon pilota

Il buon pilota mantiene la rotta 
e la mantiene mutando direzione,
col mare non ingaggia impari lotta
ma lo asseconda puntando il timone
laddove l'esperienza lo consiglia,
sicché prima che l'onda lo travolga
sarà lui a tenerla per la briglia.
Non c'è trucco dell'onda che lo colga
impreparato a schivare la lusinga
invitante alla calma ed al sereno,
ch'egli con mano attenta e l'occhio fisso
elude ogni qualvolta essa la finga,
nella sfida mortal fra vuoto e pieno
per salvarsi dal nulla dell'Abisso.....

L' amore è un sentimento

L'amore è un sentimento che ha bisogno
di ingredienti in tutto antagonistici,
ché somiglia per un verso a un sogno
celestiale, per l'altro egoistici
istinti del piacere e del possesso
eccitano quella forza di attrazione
a un rabbioso e così smodato amplesso
che la sviliscono in depravazione.
Il celestiale anelito, lubrica 
libidine diventa, se la breve
parentesi d'intensa commozione svanisce e all'impulsività impudica
non subentra il patetico ma greve
compromesso della procreazione. 

Come acciuga salata

Come acciuga salata nel barile
si macera Giulietta di passione,
e se assurdo vi appare il paragone
fra quel volto pallido, febbrile,
che s'accende di sdegno o di dolore
e  l'acciuga  salata nel barile,
rigida e muta come il primo amore,
pensate quanto all'anima sia ostile.



giovedì 10 ottobre 2013

Pina Majone Mauro, Omaggio a Petrarca, Roma, 7 maggio 2013

 - Omaggio a Petrarca, II^ ed 2013 - 
Pina Majone Mauro

 
Roma, 7 maggio 2013

T’hanno cantato musici e poeti

o dolce Italia mia bella e gentile
terra divina superbo baluardo
tra l’oriente celeste e misterioso
di libecci e profumi e spezie e fiori
e il mistral che dalle porpore cadenti
investe le colonne minacciose
dove l’olimpio Giove furibondo
pose il veto all’umana conoscenza
tra Calpe e Abila ai confini del mondo.
Dalla sua triste libertà coatta
ti cantò Ovidio esule poeta
che da Tomis ombrosa sempre invano
invocava il ritorno ed il perdono
del suo signore Augusto amato e offeso.
E ti cantò Virgilio Terra Promessa
all’Eroe che scampò da Ilio in fiamme
e ai tuoi lidi approdò per generare
col favore di Marte e di Afrodite
la tua stirpe divina e la tua gloria.
Fosti anche il sogno di barbari guerrieri:
il “Flagello di dio” Attila insonne
che bruciò l’erba del tuo sacro suolo
Odoacre che su di te regnò
Alarico che ti mise a ferro e fuoco
e quaggiù venne a morire e qui riposa
nell’ ansa del Busento all’ Alpe bruzia….
poi Federico Manfredi e Corradino
che con l’arte e la spada
t’onorarono e ti persero per sempre…

Di te cantò il “Ghibellin fuggiasco”

Maestra del Diritto e della Storia
nel suo immortal Poema
tra i dannati con Ciacco e Farinata
tra i salvati col musico Sordello
con Giustiniano nel Cielo dei Giusti

                    Poi dall’alto granito dei tuoi monti

“ tetto d’Europa” il nobile Aretino
ti ammirò languida e distesa
nel tuo mare latino
in bilico sospesa
tra la virtù e l’errore e si doleva
di te amante bellissima e perduta
del tuo avverso destino e sospirava
“ Italia mia benché il parlar sia indarno
a le piaghe mortali
che nel bel corpo tuo sì spesse io veggio…”
Tanto t’amò l’alto Cantor d’Arezzo
schiava d’alto lignaggio eppur magistra
d’archi e di leggi inascoltata e fiera.

                    Il silenzio dei secoli prevalse

sul destino annunciato
fuggì Erato divina e Clio la bella
disertò i propilei
saltarono le corde delle cetre
dei Poeti per paura appese
alle fronde dei salici silenti.
Poi dall’esilio della Garfagnana
il grande Segretario Fiorentino
profetizzava l’epico ritorno
di un nuovo Mosè liberatore
e “…temprando lo scettro ai regnatori
gli allor ne sfronda ed alle genti svela
di che lacrime grondi e di che sangue…”
Poi l’infelice Vate
in cerca d’infinito rimembrando
“….vede le mura e gli archi…”
delle tue antiche glorie e si addolora
del tuo presente delle tue sventure…..
Dai Sepolcri dei Grandi alto e possente
s’alza il verso di Foscolo ramingo
“…a egregie cose il forte animo accendono
l’urne de’ forti o Pindemonte; e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta…” e l’eco divampò
nel cuore degli eroi che poi morirono
perché tu fossi ancora grande e libera.
A Babilonia intona l’alto canto
di libertà il Cigno di Busseto
“Va’ pensiero sull’ali dorate
va’ ti posa sui clivi sui colli
ove olezzano tepide e molli
l’aure dolci del suolo natal…”
e pensando ai Fratelli
di lotta e di passione
Goffredo ti donò la giovinezza
e morendo per te che ti destavi
dal lungo sonno della schiavitù
intonò l’inno alla tua libertà.
Cinta la testa dell’elmo di Scipio
attraversasti il secolo ventesimo
tra acefale vittorie e genocidi
tra Yalta mercato dei popoli
e Hiroshima vergogna del mondo.
Ora mi pare e anch’io ti canto e piango
che lo spettro di Vico
lanci anatemi e ripresenti il conto
a chi giura di amarti e ti rivende
a prezzo inflazionato
a mercanti e a ladroni.
Piazze infuocate e tribunali ed are
tutto è perduto Italia mia e invano
noi musici e poeti
libiamo latte ed intrecciam corone
sulle urne dei Padri
sull’ara sconsacrata vacilla la memoria.
Solo l’eco rimane
della tua lunga storia, Italia mia
“…e pianti ed inni e delle Parche il canto…”

               Più che mai vero
oggi risuona il canto di Sordello
“…ahi serva Italia di dolore ostello
nave senza nocchiere in gran tempesta
non  donna di provincie ma bordello..”   


I poeti e i relatori

I POETI  e I RELATORI

- Omaggio a Saffo, I^ edizione 2012 -
Si ringraziano
Per la creazione di testi poetici di interazione con la saffica 'fainetai moi kenos isos teoisin'
i poeti:
  •  



Per le Relazioni dedicate a Saffo:
  •  


- Omaggio a Petrarca, II^ edizione 2013 -
Si ringraziano
Per la creazione di testi poetici di interazione con la poesia del Petrarca i poeti:
  • Luigi Celi
  • Carlo Livia
  • Pina Majone Mauro
  • Giuseppe Spadaro 
Per le Relazioni dedicate al Petrarca:
  • Annamaria Vanalesti
  • Angelo Fàvaro
  • Rino Caputo

- Omaggio a Ludovico Ariosto, III^ edizione 2014 -
Si ringraziano
Per la creazione di testi poetici di interazione con la poesia dell'Ariosto i poeti:
  • Rino Malinconico

Per le Relazioni dedicate all'Ariosto:
  • Rino Malinconico
  • Paolo Borzi


Omaggio al Petrarca Programma 2013

AltrEdizioni Casa Editrice • Via Vivaldi 138 • 00052 Valcanneto di Cerveteri (rm) • redazione@altredizioni.it
Associazione Aleph • vicolo del Bologna 72 Trastevere • Roma • info@associazionealeph.it

Progetto OMAGGIO
Giornata Mondiale della Poesia, 21 marzo
In collaborazione con Associazione Aleph, Roma

A cura di Luciana Gravina

Il Progetto Omaggio, ideato da AltrEdizioni Casa Editrice in collaborazione con
l’Associazione Aleph di Roma, nasce in occasione della Giornata Mondiale della
Poesia istituita dall’UNESCO il 21 marzo e ne sposa la missione di “riconoscere
all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo
interculturale, della comunicazione e della pace”.

Il progetto si sviluppa in due giornate:
Durante la prima giornata, che si svolge in coincidenza con la Giornata Mondiale
della Poesia, il 21 marzo, si ricorda il Poeta scelto e se ne celebrano la figura
artistica e l’opera attraverso relazioni e letture di testi poetici.
Alcuni poeti sono invitati a comporre un testo di interazione con la poesia del
Petrarca.
Nella seconda giornata si terrà un'altra relazione e saranno letti i nuovi componimenti nella
sede dell’Associazione Aleph, in Trastevere, Roma.

Una selezione dei testi viene inoltre pubblicata online da AltrEdizioni Casa
Editrice.
AltrEdizioni Casa Editrice • Via Vivaldi 138 • 00052 Valcanneto di Cerveteri (rm) • redazione@altredizioni.it
Associazione Aleph • vicolo del Bologna 72 Trastevere • Roma • info@associazionealeph.it
II^ edizione, 2013

OMAGGIO a Francesco PetrarcaA cura di Luciana Gravina
21 marzo 2013 ore 17:00 - MIBAC, Biblioteca Vallicelliana, Roma
07 maggio 2013 ore 17:00 - Associazione Aleph, Roma

L’autore scelto per la manifestazione del 2013, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, è
Francesco Petrarca.
La manifestazione tende a rinnovare il contatto con un poeta che sicuramente tutti conoscono e
che è fondamentale nella produzione della poesia degli anni e dei secoli successivi.
Petrarca stabilizza i canoni della poesia lirica e nasce con lui il Petrarchismo, fenomeno complesso
che investe tutta la poesia, non solo italiana, ma europea.
Nel Canzoniere il tema fondamentale è indubbiamente l’amore, ma ci sono anche la poesia
religiosa e quella civile.
Eppure, sostengono alcuni critici, il Petrarca si aspettava la gloria dalle sue opere in volgare.
Ma è poi così vero che il Petrarca non fosse consapevole del suo valore di poeta?
Scoprirlo forse non cambierebbe nulla nella nostra disposizione verso di lui, nella nostra
ammirazione, nell’emozione che ogni volta i suoi versi ci procurano.
Rendere omaggio a un grande non è banalmente un dovere, è qualcosa di più: è passione.

La manifestazione di Omaggio
Giovedì, 21 marzo 2013, ore 17:00 – Biblioteca Vallicelliana, MIBAC
Omaggio alla figura del Petrarca.
Introduzione di Luciana Gravina. Interventi di Anna Maria Vanalesti, dirigente scolastico e critico
letterario, e Angelo Fàvaro docente universitario.
Letture di Giulia Perroni e Angelo Fàvaro.
Nell’occasione sarà redatta una lista di poeti che saranno invitati a dedicare alcune loro
composizioni di interazione con la poesia del Petrarca.
Martedi, 07 maggio 2013, ore 17:00 – Associazione Aleph, Roma
Intervento di Rino Caputi, docente universitario. “Noi postumi del Petrarca”
Reading dei componimenti poetici originali appositamente prodotti come interazione con la Poesia
del Petrarca. I poeti saranno invitati a leggere le loro creazioni e successivamente a inviarle alla
redazione di AltrEdizioni Casa Editrice, che li pubblicherà on line.